Storia dell’Ordine

Nei secoli scorsi l’Ordine della Rosa-Croce ha operato a lungo come società segreta. La sua presenza in Europa è storicamente documentata a partire dai primi anni del 1600. In risposta ai conflitti causati in tutto il continente dalle dispute religiose, un gruppo di Rosacrociani tedeschi (che gli storici oggi identificano collettivamente come Circolo di Tubinga) pubblicò in forma anonima la Fama Fraternitatis, un manifesto che parlava della Confraternita Rosacroce e del suo leggendario fondatore, Christian Rosenkreutz. Quest’opera contiene in parte affermazioni storiche, e in parte la narrazione di eventi simbolici, che si riferiscono alla storia interiore dell’uomo.

La Tradizione fa risalire le origini dell’Ordine alle scuole dei misteri dell’antico Egitto. In queste scuole, mistici illuminati si riunivano regolarmente per studiare i misteri dell’esistenza e riunivano tutti coloro che ricercavano una migliore comprensione delle leggi naturali, universali e spirituali. La parola “mistero”, ai tempi antichi, cioè all’epoca delle grandi civiltà egizia, greca e romana, non aveva l’odierno significato di “insolito” o “strano”, bensì si riferiva a una gnosi o saggezza segreta. In Egitto, una delle prime scuole di misteri fu la Scuola Osiriaca. Gli insegnamenti trattavano della vita, la morte e la risurrezione del dio Osiride. Erano presentati sotto forma di lavori teatrali o più precisamente di drammi rituali. Solo coloro che avevano dimostrato il proprio sincero desiderio di conoscenza potevano assistervi.

Nel corso dei secoli questi lavori mistici assunsero un carattere più chiuso e si tennero esclusivamente in templi costruiti allo scopo. Secondo la tradizione rosacrociana, i templi più sacri per gli iniziati erano le grandi piramidi di Giza. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, queste piramidi non furono costruite per la sepoltura dei faraoni che le fecere costruire: erano luoghi di studio e di iniziazioni mistiche. Le iniziazioni ai misteri egizi comprendevano una fase finale durante la quale il candidato faceva l’esperienza di una morte simbolica. Disteso in un sarcofago, mantenuto mediante apposite tecniche mistiche in uno stato intermedio, veniva indotto a sdoppiarsi, cioè conoscere una separazione momentanea tra corpo e anima. Ciò doveva dimostrargli che era un essere duplice. Così non poteva più dubitare che l’uomo possedesse una natura spirituale e fosse destinato a ritornare al Regno Divino. Dopo aver fatto la promessa di non rivelare nulla dell’iniziazione ed essersi impegnato a seguire il sentiero del misticismo, era gradualmente istruito sugli insegnamenti più esoterici che un mortale potesse ricevere.

Gli Iniziati dell’antico Egitto lasciarono una parte della loro saggezza sui muri dei templi e su numerosi papiri. Un’altra parte, non meno importante, fu segretamente trasmessa in modo orale. E. A. Wallis Budge, eminente egittologo del British Museum scrisse al riguardo nel secolo scorso: «Uno sviluppo progressivo deve aver avuto luogo nelle scuole di misteri e sembrerebbe che alcune fossero totalmente sconosciute sotto l’Antico Regno. Senza dubbio i misteri erano parte integrante dei riti egizi. Si può quindi affermare che l’Ordine costituito dei Kheri-Hebs (sacerdoti) possedesse un sapere esoterico e segreto gelosamente custodito dai suoi Maestri. Avevano acquisito una gnosi, una conoscenza superiore che non fu mai posta per iscritto, ed erano anche in grado di accrescere o ridurre il suo campo di azione secondo le circostanze. È quindi assurdo cercare nei papiri i molteplici segreti che formavano la gnosi esoterica dei Kheri-Hebs».  

La Tradizione rosacrociana riporta che il faraone Tutmosi III (1504-1447 a.C.), considerato dagli storici uno dei più grandi della 18ma dinastia, era un iniziato alle scuole di misteri dell’Egitto. Designato dai Kheri-Hebs a succedere al padre sul trono, Tutmosi III decise di raggruppare queste scuole in un solo Ordine retto dalle stesse regole, al fine di farne una Fraternità Unica. Fu il primo sovrano a portare il titolo di “faraone”, cosa molto significativa sul piano mistico. Circa settant’anni più tardi, nacque a Tebe il faraone Amenhotep IV. Ammesso giovanissimo nell’Ordine fondato da Tutmosi III, ne assunse la guida e ne ristrutturò gli insegnamenti e i rituali. In un’epoca in cui il politeismo era diffuso su tutta la Terra, instaurò ufficialmente il monoteismo. Cambiò il proprio nome e si fece chiamare Akhenaton che significa devoto di Aton. Fu il promotore di una rivoluzione nel campo dell’arte e della cultura. Profondamente umanista, consacrò tutta la sua esistenza alla lotta contro le tenebre dell’ignoranza e alla propagazione degli ideali più elevati. Poco dopo la sua morte che avvenne nel 1350 a.C., il potente clero di Tebe ristabilì il culto di Amon, ma la sua opera aveva ormai irreversibilmente mutato il corso della storia.

L’estensione dell’Ordine in Occidente

Dall’Egitto, l’Ordine si diffuse in Grecia grazie soprattutto a Pitagora (572-492 a.C.), poi nell’antica Roma. All’epoca di Carlo Magno (742-814) fu introdotto, per merito del filosofo Arnaldo da Tolosa, in Francia, Germania, Inghilterra e Paesi Bassi. Nei secoli successivi gli Alchimisti e i Templari contribuirono alla sua estensione in Occidente e in Oriente.

Poiché la libertà di coscienza era limitata, l’Ordine dovette nascondersi sotto nomi diversi e svolgere le sue attività nel segreto. Tuttavia non le interruppe mai perpetuando ideali e insegnamenti, partecipando in maniera diretta o indiretta all’avanzamento delle arti, delle scienze e della civiltà in genere, dichiarando sempre l’uguaglianza dei sessi e una vera fraternità tra gli uomini.  

Una rinascita ciclica

Nella Fama Fraternitatis Christian Rosenkreutz, nato nel 1378 e morto nel 1484, viene indicato come il fondatore della Fraternità dei Rosa-Croce. In realtà in quell’epoca l’Ordine esisteva già da molti secoli, anche se operava per cicli di attività, della durata tradizionale di 108 anni, seguiti ogni volta da un periodo di sonno. Quando era giunto il momento di procedere alla sua rinascita, veniva divulgata la notizia dell’apertura di una tomba nella quale si ritrovava il corpo di un “Gran Maestro C.R.C.” con gioielli rari e manoscritti che autorizzavano gli autori della scoperta a procedere al suo risveglio per un nuovo ciclo di attività. Questo proclama era in realtà allegorico e le iniziali “C.R.C.” non si riferivano a una persona realmente esistita.

Nel XVII secolo l’Ordine raggiunse una fama considerevole in seguito alla pubblicazione di tre Manifesti stampati in Germania: la Fama Fraternitatis, la Confessio Fraternitatis e le Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz, risalenti rispettivamente al 1614, 1615 e 1616. Questi tre manifesti, che uniscono racconti storici e allegorici, furono redatti da un Collegio di Rosacrociani e segnarono l’inizio di un nuovo ciclo di attività per l’Ordine, che scelse allora di farsi conoscere con il nome di Ordine della Rosa-Croce.

Nel 1623 comparse sui muri di Parigi un enigmatico manifesto, che annunciava: “Noi, deputati del Collegio principale della Rosa-Croce, facciamo soggiorno visibile ed invisibile in questa città per grazia dell’Altissimo, verso il quale si volge il cuore dei Giusti. Mostriamo ed insegniamo a parlare senza né libri né segni, a parlare ogni sorta di lingua dei paesi in cui vogliamo essere presenti per salvare gli uomini, nostri simili, dall'errore della morte. Se qualcuno desidera vederci per semplice curiosità, non entrerà mai in contatto con noi, ma se la volontà lo porta realmente ad iscriversi sul registro della nostra Confraternita, noi, che giudichiamo dei pensieri, gli faremo vedere la verità delle nostre promesse; per questo non indichiamo il luogo della nostra dimora in questa città, poiché i pensieri uniti alla volontà reale del lettore ci faranno conoscere a lui e lui a noi.

Nel 1693, sotto la guida del Gran Maestro Johannes Kelpius (1673-1708), Rosacrociani provenienti da vari paesi d’Europa si imbarcarono per il Nuovo Mondo a bordo della Sarah Maria Hopewell. All’inizio del 1694 sbarcarono a Filadelfia, dove si stabilirono. Qualche anno più tardi alcuni di loro si recarono nell’ovest della Pennsylvania dove fondarono una nuova colonia.

Il nuovo mondo

Dopo aver istituito una propria stamperia, pubblicarono numerosi capolavori della letteratura esoterica e introdussero in America gli insegnamenti Rosa-Croce. Sotto il loro impulso, numerose istituzioni americane vennero alla luce e il mondo delle arti e delle scienze conobbe negli Stati Uniti uno sviluppo senza precedenti. Personaggi eminenti come Benjamin Franklin (1706-1790) e Thomas Jefferson (1743-1826) furono in stretto contatto con l’opera rosacrociana di questo paese.

Nel 1801, l’Ordine negli Stati Uniti entrò in un periodo di sonno. Restava però attivo in Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera, Spagna, Russia e in Oriente.

Nel 1909 Harvey Spencer Lewis (1883-1939), un giornalista e illustratore newyorchese che da anni studiava l’esoterismo interessandosi in particolare alla filosofia rosacrociana, si recò in Francia per incontrare i responsabili dell’Ordine. Dopo aver affrontato diverse prove, fu iniziato a Tolosa e ufficialmente incaricato di preparare la rinascita dell’Ordine in America. Quando tutto fu pronto, negli Stati Uniti venne pubblicato un Manifesto per annunciare il nuovo ciclo di attività dell’Ordine che venne allora chiamato Antico e Mistico Ordine Rosae-Crucis (A.M.O.R.C.).