Sulla soglia

Un’introduzione per chi si avvicina ai portali dell’Ordine

Agli albori del Terzo Millennio, gli enormi progressi compiuti dall’umanità nella sfera materiale non le hanno procurato la felicità e non le consentono neppure di guardare al futuro con serenità: guerre, carestie, epidemie, catastrofi ambientali, crisi sociali, attacchi alle libertà fondamentali, sono tutti flagelli che contraddicono la speranza che l’umanità aveva riposto nel proprio futuro.

Di fronte a tali e tante incertezze, numerose persone si sentono impotenti, provano la sensazione che la felicità alla quale aspirano sia illusoria. Essi non vivono, esistono... Ciononostante, dipende solo dagli esseri umani che la Terra diventi un luogo dove ognuno trovi un suo spazio esistenziale e possa vivere felice, a contatto con gli altri. Ciò presuppone ovviamente che gli Uomini esprimano il meglio di sé e dimostrino saggezza nelle proprie scelte.

 

Il senso della Vita

Ogni essere umano sufficientemente intelligente e sensibile si interroga prima o poi sul senso della vita: è il risultato della casualità, o è parte di un Piano Divino? Ha uno scopo specifico, o si limita semplicemente ad essere? Possiamo conferire alla vita maggior coerenza con le nostre aspettative, o agisce in modo cieco e arbitrario? Si dissolve con la morte, o si estende in un aldilà?

Spesso, questa ricerca conduce a due posizioni opposte. Alcuni abbracciano il concetto che l’uomo è abbandonato a se stesso durante la propria esistenza, e che il vivere quotidiano è condizionato solo da circostanze, a volte favorevoli, altre volte sfavorevoli. Costoro sono generalmente atei o materialisti, e questo, ovviamente, è un loro diritto. Altri invece finiscono col ritenere che la nostra presenza sulla Terra abbia una finalità e che possiamo agire sul nostro destino. Senza esserne spesso consapevoli, gli appartenenti a questa seconda categoria sono aperti a un approccio spiritualistico, cioè aspirano a capire il perché e il per come.

Gli alchimisti Rosa-Croce del Medioevo avevano eletto la rosa a simbolo dell’anima umana. Mentre praticavano l’alchimia materiale, conducevano al tempo stesso una ricerca spirituale allo scopo di raggiungere la perfezione interiore.

Se decidiamo di preferire un approccio spiritualistico della vita, si offrono a noi diverse strade. Alcuni intraprendono una ricerca solitaria: meditando da soli, frequentando conferenze, leggendo svariati libri, persino ‘navigando’ in internet. Numerose persone, più ‘convenzionali’, preferiscono seguire una delle grandi religioni e vivere la propria fede tramite il credo che trasmettono. Altri invece fanno parte di questo o quest’altro movimento «New Age», sorto negli ultimi decenni.

Nell’ambito della ricerca interiore, qualunque approccio è rispettabile, purché non avvenga a scapito della persona interessata e contribuisca davvero al suo benessere. Purtroppo, numerosi guru e sedicenti maestri spirituali abusano della credulità di ricercatori sinceri, con conseguenze nefaste in termini di delusione e disinganno. Si tratta comunque di un pericolo relativo, se paragonato ai fondamentalismi religiosi, che costituiscono una devianza estrema rispetto alle religioni dalle quali pretendono derivare.

 

Il concetto di Dio

Se è vero che si può procedere solitari nella propria ricerca religiosa, spirituale o filosofica, l’esperienza dimostra che, se si è soli sul sentiero della conoscenza e della saggezza, si progredisce più lentamente e con maggiore difficoltà. Infatti, molte, forse troppe argomentazioni sono state dette e scritte su queste tematiche, per cui il rischio di confusione e smarrimento è notevole.

Per quel che riguarda le religioni, esse sono essenzialmente vie di fede, quindi non hanno la vocazione di rispondere alle domande che possono sorgere sul mistero dell’esistenza. Ovviamente hanno la loro ragione di essere, ma si rivolgono soprattutto a coloro che sono guidati da un bisogno di credere in Dio, piuttosto che da un desiderio intimo di conoscere il senso profondo della vita.

Infine, i movimenti detti «New Age» hanno il merito di aver avvicinato un pubblico sempre più ampio a nuove forme di spiritualità; tuttavia spesso mancano di autentiche origini tradizionali, e in linea di massima favoriscono lo sviluppo di ‘facoltà psichiche’ a scapito del risveglio spirituale dell’anima. Eppure, è proprio questo risveglio che giustifica la nostra presenza sulla Terra, ed è in esso che risiede la felicità alla quale aspiriamo.

Le osservazioni precedenti ci inducono a chiarire un punto specifico: si può essere spiritualisti senza essere religiosi, nel senso più stretto di questo termine. Detto altrimenti, si può essere credenti senza appartenere a una religione, né condividere il suo concetto della natura di Dio. In linea di massima, le religioni descrivono Dio come un Superuomo seduto da qualche parte in cielo, che si comporta nei confronti degli uomini come un padre verso i propri figli, decidendo da solo del loro destino secondo la Sua volontà del momento. Anche se rispettabile, un simile approccio del Divino è restrittivo; in più tende a far diventare le persone alquanto fataliste.

In realtà, Dio non è un Essere antropomorfo. È invece l’Intelligenza, la Coscienza, l’Energia, la Forza cosmica che ha dato origine all’intera Creazione e a tutto ciò che racchiude nei piani visibili e invisibili. Come tale, Egli è per noi incomprensibile e inconoscibile. Ciò premesso, Egli si esprime attraverso l’universo, la natura e l’uomo, per mezzo di leggi fisiche e metafisiche che possiamo studiare, capire e applicare per il nostro maggior benessere. Ecco dunque il concetto di uno spiritualista illuminato.

 

A proposito di umanesimo

Tuttavia, un autentico spiritualista è anche un umanista. Vale a dire, ama l’uomo e ha fede in lui. Amare l’uomo, non significa necessariamente amare tutti gli esseri umani uno ad uno - anche se questo sarebbe l’ideale - bensì amarli perlomeno in qualità di membri della Fratellanza Umana. Avere fede nell’Uomo significa coltivare la convinzione che egli può migliorare sia se stesso sia il mondo, il che presuppone di aver fiducia nella sua capacità di compiere il bene nei confronti di se stesso e degli altri.

Aperto al mondo, il vero umanista è ottimista nei confronti della natura umana. Benché si renda perfettamente conto delle debolezze e delle imperfezioni degli uomini, egli è convinto che essi siano in grado di superarsi e di esprimere il meglio di sé, come pure agire nell’interesse comune. Naturalmente, si può avere questa convinzione senza essere uno spiritualista e dobbiamo ammettere che il solo fatto di credere in Dio non ci rende migliori. Tuttavia, chiunque ritenga che l’umanità sia parte di un Piano Divino e costituisca un’unica famiglia di anime, sarà più propenso a rispettare gli altri e ad adoperarsi per il loro benessere. Va anche rilevato che la fede, nella sua espressione più positiva, è un vettore di benevolenza e di fratellanza, quindi di umanesimo.

 

Ecologia e spiritualità

Non possiamo ignorare che il nostro pianeta è gravemente malato: il suolo, l’acqua e l’aria sono inquinati in numerose regioni; foreste intere sono distrutte quotidianamente; centinaia di specie vegetali e animali sono in via di estinzione e alcune sono già scomparse; i ghiacciai dell’Artico e dell’Antartico si stanno sciogliendo a una velocità allarmante, preludio di un aumento del livello dei mari e degli oceani... La situazione è quindi preoccupante.

La maggior parte dei disastri ecologici sono attribuibili all’essere umano e provengono da tre cause principali: l’uomo ha sviluppato la tecnologia e la scienza a scapito dell’ambiente; ha sfruttato eccessivamente la natura per scopi commerciali; trascura l’importanza degli ecosistemi. Se continuiamo su questa strada, la Terra diventerà a medio termine invivibile per gli esseri umani. Perciò se siamo d’accordo con ciò che ha dichiarato lo scrittore e politico francese André Malraux: «il XXI secolo sarà spirituale o non sarà per nulla», ci appare ovvio che dovrà rispettare l’ecologia perché, in caso contrario, non giungerà a termine...

La terra, l’aria, l’acqua e il fuoco formano parte integrante della natura, infatti la loro combinazione rende possibile la vita sulla Terra. L’uomo deve la propria esistenza a questi quattro principi, poiché il suo corpo fisico li integra in una forma o un’altra.

Indubbiamente si può essere al tempo stesso atei e ambientalisti, ma facciamo notare che, in linea di massima, uno spiritualista è più incline a rispettare la natura di un materialista. Infatti, non si può essere attratti dalle Leggi Divine senza scorgere nella natura un’espressione viva e cosciente di queste Leggi. Ecco ciò che François Jollivet-Castelot (1868-1937), eminente alchimista Rosa-Croce del XX secolo, ha dichiarato in proposito: «Dio opera mediante la natura e si esprime suo tramite, poiché la natura è il Suo grande libro».

Non vi è dubbio che la Terra sia un capolavoro della Creazione. Non solo ospita la vita nelle sue molteplici e svariate forme, ma è anche il luogo dove si è originato un essere, l’Uomo, che non ha cessato di evolversi in coscienza e intelligenza da quando vi è apparso. In termini mistici, la Terra è la culla della civiltà umana e consente a miliardi di anime di portare a termine la loro evoluzione spirituale, perciò è un vero e proprio santuario.

 

Il risveglio dell’anima

Le osservazioni precedenti pongono la problematica della nostra presenza sulla Terra. Come avrete capito, riteniamo che non sia il frutto del caso e che persegua un obiettivo ben preciso. Infatti, viviamo quaggiù allo scopo di evolvere spiritualmente, ossia di acquisire gradualmente la coscienza della nostra natura divina e di esprimerla attraverso le nostre parole, i nostri pensieri e le nostre azioni. Appare quindi difficile, se non impossibile, raggiungere un tale obiettivo in una sola vita: dobbiamo quindi reincarnarci più volte.

Numerosi saggi e pensatori del passato hanno incoraggiato l’Uomo a perfezionarsi, il che implica il risveglio delle virtù intrinseche all’anima umana in ciò che vi è di più divino in essa: la tolleranza, l’umiltà, la generosità, la non violenza, la benevolenza... Non vi è dubbio che se tutti gli uomini perseguissero questo ideale di perfezione, anche senza necessariamente raggiungerlo, la Terra non sarebbe più un luogo dove prevarrebbero la povertà, l’ingiustizia, l’esclusione, l’oppressione e tanti altri mali, bensì un mondo dove ognuno sarebbe felice di vivere e di adoperarsi tanto per la propria felicità quanto per quella altrui.

Dopo aver premesso che l’uomo abita sulla Terra per realizzare la sua natura divina ed esprimerla attraverso il suo comportamento, possiamo chiederci qual è lo scopo di risvegliare il meglio di noi stessi. Per rispondere a questa domanda, ci basti pensare al fastidio che proviamo alla presenza di una persona intollerante, egoista, orgogliosa... Riflettiamo quindi a ciò che sentiamo interiormente, allorché ci comportiamo, noi stessi, con intolleranza, egoismo, orgoglio... In entrambi i casi, un tale atteggiamento crea rapporti di forza, mette a disagio, svilisce il concetto che abbiamo degli altri o di noi stessi.

Un nostro atteggiamento profondamente negativo ci provoca malessere, ci dà ‘cattiva coscienza’, perché l’anima che è in noi aspira ‘al bene, al buono e al vero’ - come scrisse il filosofo greco Platone. Notiamo inoltre che qualsiasi persona, credente o atea, ammira chi dimostra saggezza nei suoi giudizi e nel suo comportamento. Quindi il migliorare se stessi sul piano umano non è importante solo dal punto di vista spiritualistico: questo miglioramento aiuta anche a diventare persone più gradevoli, sia nei confronti di se stessi, che di coloro che incontriamo nella vita quotidiana.

 

Il dominio di sé

Avrete certamente osservato che si parla molto, da alcuni anni, di ‘sviluppo personale’. Infatti, vi è un numero sempre maggiore di persone che sentono il bisogno di gestire le proprie emozioni, dominare le paure, i timori e le ansie, acquisire maggiore fiducia in se stessi e quindi maggiore sicurezza, trarre miglior profitto dalle proprie competenze, doti e talenti, ecc. Tuttavia, i metodi proposti per raggiungere tali obiettivi si riducono spesso a processi meramente psicologici, con effetti temporanei e limitati.

È certamente legittimo desiderare il proprio sviluppo personale, ma il miglior modo per conseguirlo, è lavorare al potenziamento delle facoltà inerenti all’anima. Ovvero, imparare a conoscere se stessi e ad agire di conseguenza nell’esistenza quotidiana. Così facendo, acquisiamo gradualmente coscienza della nostra personalità profonda e comprendiamo che la serenità che ricerchiamo risiede nel dominio di sé. Infatti, colui che è giunto a controllare i propri pensieri, le proprie emozioni, parole ed azioni, è diventato il maestro della propria vita e ha appreso come renderla felice e utile, sia per se stesso che per gli altri.

Giunti a questo punto, le proponiamo di riflettere sulle seguenti domande:

  • Si ritiene spiritualista, nel senso che abbiamo definito in precedenza?
  • Pensa che l’universo e la vita sulla Terra perseguano uno scopo trascendentale?
  • Pensa che l’uomo possa agire sul proprio destino e renderlo più consono alle proprie aspettative?
  • Si sente umanista o aspira ad esserlo?
  • Accorda importanza all’ecologia?
  • Sente il desiderio o il bisogno di perfezionarsi sul piano umano?
  • Pensa che si possa imparare a conoscere meglio se stessi, e così facendo adoperarsi per il proprio sviluppo personale?

 

L’Antico e Mistico Ordine Rosae-Crucis

Se ha condiviso affermativamente la maggior parte delle domande precedenti, e se si sente in armonia con le idee che abbiamo presentato finora, vuol dire che è un mistico, nel senso più nobile di questo termine. Probabilmente significa che si sente pronto ad andare oltre, nella ricerca della conoscenza e della saggezza. Questa può sicuramente essere condotta da soli, tuttavia è più semplice e più agevole seguire un metodo.

Le proponiamo quindi di diventare membro dell’Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce, per studiare l’insegnamento che mettiamo a disposizione di tutti coloro che aspirano a capire meglio il senso della vita. L’A.M.O.R.C., definito nella maggior parte dei testi di riferimento come «un movimento filosofico non religioso e apolitico», è una delle scuole di pensiero occidentali più antiche e più serie.

Essere membro dell’Ordine della Rosa-Croce, significa:

• Condurre una ricerca spiritualistica

Chi è membro dell’A.M.O.R.C. sente la necessità di capire meglio il significato profondo dell’esistenza, di condurre una ricerca non basata sulla credenza in Dio, nella comune accezione datale dalle religioni, bensì uno studio delle leggi divine così come si manifestano nell’universo, nella natura e nell’uomo. La ricerca Rosa-Croce è quindi spiritualistica, non necessariamente religiosa, in particolare perché non riveste un carattere dogmatico e non è basata su un credo particolare.

• Lavorare alla costruzione di un mondo più umanistico

L’A.M.O.R.C. non è solo spiritualistico - un movimento preoccupato solo dall’esistenza di una dimensione spirituale - è anche profondamente umanistico. In altre parole, divulga una filosofia che ha come scopo la felicità di tutti gli esseri umani, senza distinzione. Per questo motivo, si aspetta che i suoi membri si comportino, non come rappresentanti di una specifica cittadinanza, bensì come cittadini del mondo. Infatti l’umanesimo Rosacrociano considera l’intera umanità come un’unica e identica famiglia di anime.

• Studiare un insegnamento mistico, tradizionale e impersonale

I membri dell’Ordine Rosa-Croce studiano un insegnamento che può essere a ragion veduta descritto come “mistico”, poiché si riferisce ai misteri dell’esistenza. Inoltre, è “tradizionale”, ossia risale alla più lontana antichità e affonda le sue radici nella Tradizione Primordiale. Infine, è impersonale, nel senso che non è il prodotto delle idee di uno o più «guru», ma il risultato di una conoscenza che si è tramandata in maniera collegiale attraverso i secoli, da una Scuola di Misteri all’altra.

• Trarre beneficio da una formazione iniziatica, sia scritta che orale

L’insegnamento Rosacrociano è particolarmente valido, essendo iniziatico. In altre parole, è trasmesso progressivamente, grado dopo grado, in modo tale che ogni membro possa assimilarlo interiormente e arricchire, per mezzo della conoscenza acquisita, una parte essenziale della propria anima. Questa trasmissione avviene sia per iscritto, per mezzo di monografie da studiare a casa, sia oralmente - per coloro che lo desiderano - sotto forma di lavori collettivi che vengono effettuati in seno a gruppi locali.

• Abbracciare una filosofia sia teorica che pratica

Per definizione, l’A.M.O.R.C. è un movimento filosofico, nel senso che coltiva l’«amore della saggezza», definizione letterale della parola “filosofia”. Tuttavia, la filosofia Rosacrociana non si limita a trasmettere un insegnamento meramente teorico. Partendo dal principio che lo scopo dell’uomo è acquisire il dominio della propria vita per renderla la più coerente possibile con le sue aspettative, essa ha un carattere eminentemente pratico. In questo, l’adagio “avere la testa in cielo e i piedi per terra” si applica perfettamente ai Rosacrociani.

• Lavorare per la realizzazione interiore e lo sviluppo personale

L’insegnamento dell’Ordine Rosa-Croce non si prefigge di arricchire la mente per mezzo di una conoscenza meramente intellettuale, dal momento che ciò non avrebbe alcun valore pratico. È piuttosto indirizzato a risvegliare le facoltà e le qualità dell’anima, risveglio che è il fondamento della realizzazione interiore. Al tempo stesso, mira allo sviluppo personale di ogni membro, poiché consente di esprimere gradualmente i talenti, le doti e le competenze che ognuno di noi possiede necessariamente allo stato latente.

• Esser parte di una fraternità mondiale e cosmopolita

L’A.M.O.R.C. è presente in tutto il mondo con numerose Grandi Logge che coprono territori geografici di lingua comune (francese, inglese, tedesca, scandinava, americana, italiana, russa, giapponese...). Si tratta quindi di un movimento internazionale; riunisce uomini e donne di diverse nazionalità, di tutte le classi sociali e di svariate religioni. Poiché incorpora tutte le culture ed è una fraternità globale e cosmopolita, è rappresentativo dell’intera umanità.

Ecco dunque quel che caratterizza i membri dell’A.M.O.R.C. in tutto il mondo; ciononostante, ognuno ha il proprio modo di com­prendere, di interpretare e di vivere interiormente l’insegnamento.

L’A.M.O.R.C. organizza regolarmente Convegni regionali, nazionali e internazionali, che consentono ai Rosacrociani e alle Rosacrociane di incontrarsi e di fruire dello spirito di fraternità che li contraddistingue.