Una conoscenza antica per un mondo nuovo

Conoscere se stessi, comprendere la vita.

L’AMORC – Antico e Mistico Ordine della RosaCroce – è un’organizzazione filosofica, iniziatica e Tradizionale che trasmette gli insegnamenti rosacrociani a chi desidera conoscere se stesso e le leggi naturali, universali e spirituali.

Accoglie uomini e donne di ogni confessione religiosa, non impone dogmi e si può lasciare in qualsiasi momento.

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Sigillo dell’Antico e Mistico Ordine della RosaCroce: Antiquus Mysticusque Ordo Rosae Crucis

Da dove iniziare

Due letture per chi si avvicina per la prima volta, e i passi concreti per conoscere l'Ordine da vicino.

AMORC – Antico e Mistico Ordine della RosaCroce in Italia

Agli inizi del XVII secolo, emerge apparentemente dal nulla una certa Confraternita dei Rosacroce, pubblicando tra il 1614 e il 1616 tre Manifesti: la Fama Fraternitatis, la Confessio Fraternitatis e le Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz.

  • 1614 Fama Fraternitatis
  • 1615 Confessio Fraternitatis
  • 1616 Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz

Le origini nel Seicento

Il primo Manifesto parla della nascita mitica della RosaCroce e del suo fondatore. Il secondo Manifesto è un appello ai sapienti d'Europa affinché possa sorgere nel Continente una riforma universale in grado di trasformare tutti i campi dello scibile umano, dalle arti alle scienze, dalla filosofia alla teologia, con il fine di migliorare la vita delle persone. Il terzo Manifesto illustra un processo di trasformazione dell'uomo basato sul linguaggio simbolico dell'alchimia.

Un filo di sapienza attraverso i secoli

A seguito della proclamazione della sua esistenza, nel giro di soli sette anni furono pubblicate in tutta Europa più di quattrocento opere con contenuti affini tra loro e riguardanti alchimia, astrologia, magia, cabbala, ermetismo e misticismo. Tali pubblicazioni fecero affiorare, sulla superficie del panorama culturale dell'epoca, una sapienza che veniva da lontano, da molto prima della pubblicazione dei Manifesti della confraternita e che si perde nella notte dei tempi, da quando nelle Scuole dei Misteri dell'antichità si utilizzò l'iniziazione come strumento di acquisizione e trasferimento della conoscenza. Questa conoscenza è comunemente nota con il termine Tradizione. Nel corso dei secoli, grandi pensatori e mistici europei hanno risposto all'appello dei Manifesti rosacrociani e hanno scelto di aderire ai nobili ideali di questa augusta fraternità.

La sapienza rosacrociana ha attraversato le trame del tempo grazie a un filo ininterrotto di conduttori del fuoco sacro della Tradizione, fino a giungere nel 1915 all'edificazione dell'Antico e Mistico Ordine della RosaCroce (AMORC), il quale da oltre un secolo compie silentemente e operosamente il suo lavoro a favore dell'umanità.

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Grazie all’AMORC, la RosaCroce ha potuto far risplendere la sua Luce in tutto il mondo.

L'AMORC oggi

La conoscenza Tradizionale rosacrociana è stata resa comprensibile all'uomo contemporaneo attraverso un percorso progressivo, basato su un linguaggio chiaro, uniforme e con una coerenza interna, e su un ponderato equilibrio tra studio teorico e pratica degli insegnamenti. La serietà dell'AMORC gli ha permesso di essere, oggi, l'Ordine rosacrociano più numeroso al mondo, accogliendo in sé ricercatori sinceri della Tradizione, senza alcuna distinzione di nazionalità, etnia, genere, condizione sociale o religione.

Domande di chi si avvicina

In poche parole, chi è un Rosacrociano?

Un Rosacrociano, ossia uno studente della RosaCroce, è fondamentalmente un filosofo, ossia, in base alla traduzione letterale del termine di origine greca, un innamorato della saggezza. Un aneddoto: Pitagora fu il primo a rifiutare il titolo di saggio e a chiedere che lo si chiamasse filosofo, cioè colui che ama la saggezza.

Come può il misticismo rosacrociano essere utile nella vita quotidiana?

Il misticismo rosacrociano si riferisce allo studio delle leggi divine e alla loro applicazione nella vita di tutti i giorni. Come prova l’esperienza, è il rispetto di queste leggi che permette all’uomo di essere felice e conoscere un’esistenza conforme alle proprie speranze. Essere Rosacrociano non vuol dire dunque essere sognatore o totalmente distaccato dalle realtà materiali. Al contrario, è vivere a contatto diretto del mondo e comportarsi con gli altri come un essere umano degno di questo nome, cosa che implica coltivare l’amore del prossimo e agire conformemente agli ideali più elevati.

Gli studi dell’Ordine non rischiano di staccare dalla realtà quotidiana?

Molti pensano che il misticismo corrisponda ad un ideale di vita basato sul rifiuto e la negazione del mondo materiale. Niente di più falso. I Rosacrociani ritengono che l’evoluzione dell’uomo si compia tanto nel mondo materiale quanto in quello spirituale. Ecco, del resto, perché nessun essere umano può conoscere la felicità orientando la vita verso uno di questi due mondi ad esclusione dell’altro. Detto questo, lo scopo del Rosacrocianesimo è principalmente e innanzitutto dare l’opportunità a coloro che lo applicano di trovare la felicità nella propria vita. Infatti, l’insegnamento dell’AMORC trasmette una conoscenza tanto mistica quanto pragmatica, il cui scopo essenziale è permettere all’uomo di rendere l’esistenza più conforme alle sue aspirazioni sia materiali sia spirituali.

Qual è l’interesse di far parte dell’Ordine della RosaCroce?

Essere Rosacrociano non è un fine in sé. Se nel mondo ci sono tante miserie, conflitti e guerre è perché gli uomini mancano di spiritualità e sono prigionieri di credenze dogmatiche. Uno degli scopi dell’AMORC è fare di ogni essere umano non tanto un libero pensatore quanto un pensatore libero, desideroso di contribuire a un avvenire più umano e spirituale; l’insegnamento rosacrociano, per la sua profondità filosofica e il suo valore culturale, è un supporto prezioso per riuscirci.

L’AMORC non ha mai preteso di detenere il monopolio della Verità. I Rosacrociani hanno accesso a una conoscenza ispirante e cercano di cambiare positivamente il mondo, cominciando col cambiare se stessi, cioè col conoscersi. Come dice la formula tradizionale: «Conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dèi».

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