Intervista all’Imperator dell’AMORC

Intervista con l’Imperator
dell’Ordine della Rosa-Croce - A.M.O.R.C.

pubblicata sul n.17 / horse-série della rivista Actualitè de l’Histoire Mystérieuse


Christian Bernard, l’A.M.O.R.C. del quale lei è l’Imperator attuale, vale a dire il responsabile mondiale, è considerato depositario dell’autentica Tradizione Rosa-Croce. Il vostro Ordine fa risalire le sue origini alle scuole di misteri dell’antico Egitto. È esatto?

Innanzitutto devo precisare che la storia dell’A.M.O.R.C. comporta due aspetti: uno tradizionale che poggia su una tradizione orale impossibile da provare, ed uno storico che può essere dimostrato a mezzo di documenti d’archivio. Per quanto concerne l’aspetto tradizionale, l’A.M.O.R.C. fa effettivamente risalire le sue origini alle scuole di misteri dell’Egitto antico. Oggi la maggior parte degli storici ed egittologi riconosce l’esistenza di tali scuole nelle quali si studiavano, come indica il nome, i misteri dell’universo, della natura e dell’uomo. Per quanto ne sappiamo, alcuni faraoni ne facevano parte e qualcuno ne è stato a capo. È il caso di Amenhotep IV, più famoso come Akhenaton, che fu il primo a fare del monoteismo una religione di Stato.

Nessuno può negare che l’Egitto è la culla non solo delle scienze fisiche (medicina, astronomia, geometria…), ma anche delle scienze sacre, tra le quali l’esoterismo. Molte opere dei secoli passati ne fanno, in effetti, la sorgente di una Tradizione Primordiale, cioè di una Conoscenza Assoluta che Dio ha rivelato a pochi eletti e che è stata trasmessa attraverso una filiazione di Iniziati: Ermete Trismegisto, Mosè, Zoroastro, Orfeo, Pitagora, Gesù…


Dato che ha citato Pitagora, è vero, come si dice, che ha studiato nelle scuole di misteri egiziane?

È vero. Vi trascorse quasi vent’anni prima di ritornare in patria e di fondare la famosa scuola di Crotone. Ma non fu il solo, Solone, Talete, Democrito, Platone, Plutarco, Giamblico e tanti altri pensatori greci, furono iniziati ai misteri egiziani. Questi esempi dimostrano che l’Egitto era depositario di una saggezza fuori del comune. In seguito tale saggezza, tale gnosi, attraverso la Grecia, la Roma antica e il mondo arabo, giunse al Medio Evo. Con la caduta di Costantinopoli fu introdotta in Europa soprattutto nel Rinascimento.


Sebbene tradizionale, l’origine egiziana del Rosacrocianesimo, allora, non è un mito?

No. Devo precisare, però, che l’Egitto non è l’unica fonte tradizionale del Rosacrocianesimo. Nel Silentium post clamores, Michel Maier, celebre Rosacrociano del 17° secolo, evoca l’influenza che i misteri bramanici, eleusini, pitagorici, persiani e arabi hanno esercitato sulla Tradizione rosacrociana. Penso sinceramente che il Rosacrocianesimo integri le più grandi correnti di pensiero che l’umanità abbia conosciuto tanto in Oriente quanto in Occidente. Il contenuto dell’Insegnamento dell’A.M.O.R.C. ne è la prova vivente.


Taluni storici dell’esoterismo, penso specialmente a Serge Hutin, parlano anche dell’influenza che sul Rosacrocianesimo avrebbe esercitato l’alchimia. I Rosa-Croce erano degli alchimisti?

L’alchimia risale all’Egitto antico, ma sono stati gli alchimisti greci ed arabi ad introdurla in Europa dove fu particolarmente attiva nel Medio Evo. A quell’epoca, e contrariamente a quanto si pensa, quelli che la praticavano non erano ricercatori isolati. La maggioranza apparteneva a società segrete, specialmente a quella che nel 17° secolo si farà conoscere sotto il nome di Ordine della Rosa-Croce. L’alchimia, quindi, esercitò effettivamente un’influenza su quello che sarebbe diventato il Rosacrocianesimo. Da questo punto di vista, è da notare che a partire dal 17° secolo taluni alchimisti simboleggiarono la fase ultima della Grande Opera con una rosa rossa aperta.


Dal punto di vista strettamente storico, l’origine del Rosacrocianesimo risale al 17mo secolo?

Sì. Possiamo ritenere che attraverso i tre celebri Manifesti, la Fama Fraternitatis (1614), la Confessio Fraternitatis (1615) e le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz (1616), i Rosa-Croce fecero conoscere la loro esistenza al pubblico. Come conferma Antoine Faivre, storico dell’esoterismo, nel 17° secolo la Tradizione occidentale, erede della Tradizione Primordiale, conobbe il suo rinnovamento storico prendendo corpo nel Rosacrocianesimo.


Possiamo ritenere che a quest’epoca sono apparsi il termine “Rosa-Croce” e il simbolo corrispondente?

È possibile, se non probabile, che il termine e il simbolo Rosa-Croce siano stati utilizzati nel corso dei secoli precedenti. Nel suo Liber resurrectione et corporum glorificatione, Paracelso nel 1533 evoca il simbolo della Rosa e della Croce. D’altro canto, sembra che Arnaud de Villeneuve vi si riferisca già nel 13° secolo in Rosarium Philosophorum. Questo potrebbe essere il riferimento storico più antico alla Rosa-Croce.


Alcuni storici affermano che i Manifesti rosacrociani circolavano, sotto forma manoscritta, prima delle date da lei indicate. Cosa ne pensa?

È del tutto possibile. Secondo la lettera di Adam Haselmayer, pubblicata nella Fama, il primo Manifesto circolava sotto forma manoscritta nel Tirolo nel 1610. Comunque sia, resta il fatto che la pubblicazione “ufficiale” dei tre Manifesti ebbe un’eco considerevole. Sapete che a seguito di tale pubblicazione furono stampati centinaia di libri sulla Rosa-Croce? W.E. Peuckert ha elencato circa 400 titoli nei soli anni dal 1614 al 1620.


La “Fama Fraternitatis” presenta Christian Rosenkreutz come il fondatore della Rosa-Croce. Cosa dice lei?

Basta leggere la Fama per capire che si tratta di un testo simbolico. I Rosacrociani attuali sono certi che Christian Rosenkreutz è un personaggio allegorico. Non può dunque trattarsi del fondatore dell’Ordine della Rosa-Croce. Conformemente a quanto ho indicato in precedenza, l’Ordine esisteva già da moltissimo tempo, ma non ancora con questo nome, o almeno ufficialmente.


Conosce lei il vero autore dei tre Manifesti rosacrociani del 17mo secolo?

Harvey Spencer Lewis, Imperator dell’A.M.O.R.C. dal 1915 al 1939, pensava che fossero stati scritti da Francesco Bacone, autore della Nuova Atlantide. La maggioranza degli storici attuali sono concordi nell’affermare che probabilmente sono opera di un gruppo di Rosa-Croce: il Circolo di Tubinga. Questo comprendeva una ventina di personaggi rinomati tra i quali Jean Valentin Andreae, Tobias Hess, Christophe Besold, Johann Arndt, tutti appassionati di alchimia, di kabbala e di misticismo cristiano. I Manifesti sarebbero quindi un’opera collegiale. Della stessa opinione è anche, tra gli altri, Roland Edighoffer, esperto nella storia dei Rosa-Croce.


Può darci i nomi dei personaggi celebri che hanno segnato la storia del Rosacrocianesimo?

Sono relativamente numerosi. A memoria citerò fra gli altri Robert Fludd, Francis Bacon, Elias Ashmole, Michel Maier, al quale mi sono già riferito, Comenius, Cagliostro, Cartesio... E più vicino a noi: Erik Satie, Claude Debussy, Nicholas Roerich, François Jollivet Castelot, ... Ai nostri giorni l’A.M.O.R.C. conta sempre fra i suoi membri dei Rosacrociani celebri, ma non sta a me rivelarne l’identità.


Il ciclo attuale dell’A.M.O.R.C. risale al 1909, data in cui Harvey Spencer Lewis avviò l’opera di rinascita dell’Ordine della Rosa-Croce negli Stati Uniti. Dove e da chi fu iniziato?

H. Spencer Lewis s’interessò giovanissimo all’esoterismo. A 19 anni collaborava alle ricerche sulle facoltà paranormali. Si orientò più tardi verso la filosofia e le scienze cosiddette “occulte”. Nel 1907 conobbe una donna che gli parlò della Rosa-Croce, probabilmente May Bank Stacey. Ne fu particolarmente interessato. Così iniziò per lui una lunga ricerca che nel 1909 lo portò in Francia, a Tolosa, dove fu iniziato nell’Ordine.


Dove si svolse la sua iniziazione?

Nella Sala degli Illustri del Capitol, H. Spencer Lewis incontrò colui che lo mise in contatto con i responsabili francesi dell’Ordine. Dalle nostre ricerche, ancora in corso, tale intermediario sarebbe un certo Clovis Lasalle. L’iniziazione vera e propria, invece, si svolse in un castello situato nei pressi di Tolosa. Nei nostri archivi possediamo alcuni documenti molto interessanti sul soggiorno di H. Spencer Lewis nella regione. Tra questi c’è la lettera che inviò alla moglie il giorno della sua iniziazione.


La Rosa-Croce era dunque presente a Tolosa a quell’epoca?

Sì. Già nel 1860 il Visconte de Lapasse parla dei “Rosa-Croce, società segreta della quale resta oggi qualche adepto”. Nel 1890, Simon Brugal, citando il Visconte de Lapasse, precisa che questi fu un allievo del principe Balbiani a Palermo, uno dei discepoli di Cagliostro. Secondo Brugal, Lapasse sarebbe stato iniziato in Baviera dai discepoli del Barone di Eckartashausen.

Ritornando a H. Spencer Lewis, non solo fu iniziato a Tolosa, ma ricevette il mandato di riattivare l’Ordine della Rosa-Croce sul continente americano e di mettere per iscritto gli insegnamenti rosacrociani. Fino allora erano stati trasmessi da bocca a orecchio. Egli ricevette, per questo, i documenti, carte e archivi necessari. Nonostante le difficoltà incontrate, portò a termine la missione alla quale si dedicò senza tregua fino al 1939 data della sua morte.


Ma perché i Rosa-Croce d’Europa affidarono ad un Americano la missione di risvegliare l’Ordine della Rosa-Croce. Tale rinascita non poteva essere compiuta in Europa?

Dobbiamo pensare che i Rosa-Croce d’Europa avevano previsto la Prima Guerra Mondiale con tutti gli sconvolgimenti che ne risultarono. Hanno dimostrato, quindi, una grande saggezza affidando gli archivi dell’Ordine ad H. Spencer Lewis ed evitando così che fossero distrutti o perduti nella tormenta. I fatti hanno provato anche che il continente americano, al contrario dell’Europa, è stato risparmiato dal conflitto.


In che modo l’Ordine è ritornato in Francia all’inizio del XX secolo?

Dal 1909 H. Spencer Lewis avviò l’opera di sviluppo dell’Ordine negli Stati Uniti ed iniziò a mettere per iscritto l’insegnamento rosacrociano, come ho precisato prima, in base ai documenti che gli erano stati affidati dai Rosa-Croce francesi. Con il ritorno della pace, tutto era pronto per riattivare l’Ordine in Europa. Così, nel 1926 H. Spencer Lewis venne in Francia ed affidò ad alcuni Rosacrociani francesi dei quali taluni erano anche Massoni, il compito di creare delle Logge rosacrociane. Tra il 1927 e il 1928 ne furono realizzate due a Parigi e a Nizza. Tra i Rosacrociani della Loggia di Nizza fu scelto il primo Gran maestro per il nuovo ciclo dell’Ordine in Francia, Hans Grüter.

Sfortunatamente scoppiò la Seconda Guerra Mondiale che provocò la messa in sonno provvisoria dell’Ordine, tanto più che il governo di Vichy proibì le attività degli Ordini tradizionali. D’altro canto, i Rosacrociani dell’epoca, come altre minoranze, furono vittime del nazismo. Taluni pagarono con la vita il loro attaccamento all’ideale Rosa-Croce. Fu necessario attendere il 1° gennaio 1949 perché l’A.M.O.R.C. ritornasse attivo in Francia e si sviluppasse sotto la guida di Jeanne Guesdon, la quale sarà nominata Gran Maestro, funzione che assumerà fino alla morte nel 1955.


All’inizio del secolo sembra ci fossero dei legami tra la Rosa-Croce e la Massoneria. È ancora così?

Esistono dei legami tradizionali e storici incontestabili tra queste due Organizzazioni. Del resto, quando H. Spencer Lewis venne in Francia nel 1927, fu invitato ad una tornata massonica riservata al 18° grado (grado di “Cavaliere Rosa-Croce”). Da un documento dei nostri archivi risulta che fu ricevuto con gli onori dovuti al suo rango da Camille Savoire, Gran Commendatore del Gran Collegio dei Riti del Grande Oriente di Francia, che gli augurò il benvenuto a nome di tutti i fratelli presenti, prima di pregarlo di prendere posto all’Est del Tempio.

Oggi, l’Ordine della Rosa-Croce e la Massoneria proseguono le proprie attività rispettive in una totale indipendenza. Questo non impedisce che vi siano dei Rosacrociani massoni e dei Massoni rosacrociani. Da questo punto di vista, vi sono dei Rosacrociani cristiani, giudei, musulmani, buddisti, ecc. L’A.M.O.R.C., in questo senso, è aperto a tutte le categorie sociali e le confessioni religiose dato che il suo scopo primario è la filosofia.


Ha parlato più volte degli archivi dell’Ordine. In che cosa consistono?

È evidente che nel corso della sua storia l’Ordine ha accumulato degli archivi. Purtroppo, alcuni sono stati distrutti nel tempo. Da quando sono stato eletto alla funzione di Imperator, ho iniziato delle ricerche approfondite in questo campo nei vari archivi delle Grandi Logge dell’A.M.O.R.C. Questo mi ha consentito, solo due anni fa, di scoprire la lettera che H. Spencer Lewis scrisse a sua moglie da Tolosa, subito dopo essere stato iniziato nell’Ordine della Rosa-Croce. In realtà sono meravigliato dai “tesori” che scopriamo regolarmente nei nostri archivi. Questo lavoro di ricerca avrebbe dovuto essere effettuato prima, ma sembra che i miei predecessori in questa funzione accordassero meno importanza alla storia dell’Ordine. Lo capisco, dato che l’obiettivo dell’A.M.O.R.C. è prima di tutto di perpetuare gli insegnamenti filosofici che i Rosa-Croce si sono trasmessi nel tempo. Queste due preoccupazioni non sono affatto contraddittorie, anzi. Entro pochi mesi è nostra intenzione pubblicare, documenti d’archivio alla mano, un libro che ripercorra la storia “tradizionale” e “storica” dell’A.M.O.R.C.


Christian Bernard, essendo arrivati alla fine di questo colloquio, ha qualche cosa da dire in conclusione?

Come può constatare, l’A.M.O.R.C. è un’Organizzazione esoterica seria le cui origini, tanto storiche quanto tradizionali, sono antichissime. All’alba del terzo millennio, gli insegnamenti che perpetua sono sempre d’attualità e trasmettono una filosofia di cui l’umanità ha estremo bisogno. Forse è venuto il momento per i Rosa-Croce di farsi conoscere meglio. Voi me ne avete dato l’opportunità mediante questo colloquio ed io vi ringrazio sinceramente.